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Renault 30 V8: storia, scheda tecnica e innovazioni di una berlina mitica

La Renault 30 porta spesso l’etichetta di berlina V6, quella del famoso motore PRV condiviso con Peugeot e Volvo. Ciò che questa lettura oscura,…

Renault 30 V8 argentée garée sur un boulevard parisien pavé, vue de trois quarts avant mettant en valeur la calandre chromée et le design carré typique des années 70
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La Renault 30 porta spesso l’etichetta di berlina V6, quella del famoso motore PRV condiviso con Peugeot e Volvo. Ciò che questa lettura oscura è che il progetto originale mirava a un calibro completamente diverso: un V8 di grande routière, progettato per competere con la Citroën DS nel segmento del lusso francese.

Comprendere la Renault 30 implica risalire a quel V8 abbandonato, per poi misurare ciò che il V6 che lo ha succeduto ha trasformato rispetto all’ambizione iniziale.

Dal Project H al V6 PRV: ciò che il V8 abbandonato ha lasciato in eredità alla Renault 30

Il punto di partenza si colloca negli anni ’60, sotto il nome in codice Project H. Renault e Peugeot sviluppano congiuntamente una berlina di alta gamma a trazione posteriore, equipaggiata con un V8 di 3,5 litri progettato da Peugeot, abbinato a un cambio manuale a quattro rapporti.

Il prototipo esiste, è in circolazione. Ma il progetto viene annullato all’inizio del 1967, poiché la domanda per questo tipo di veicolo è considerata troppo ristretta, soprattutto al di fuori della Francia. Il V8 scompare dai piani.

Qualche anno dopo, la crisi petrolifera del 1973 seppellisce definitivamente qualsiasi idea di otto cilindri in Renault. Il consorzio PRV (Peugeot-Renault-Volvo) riprende l’architettura del V8 abbandonato e la riduce a sei cilindri. Il risultato è un V6 aperto a 90° invece dei 60° abituali per questo tipo di motore, eredità diretta della configurazione V8 originale.

Questo angolo inusuale ha conseguenze concrete: vibrazioni parassite più marcate, necessità di un albero motore a manovellismi sfalsati per bilanciare il funzionamento. Gli ingegneri del PRV hanno dovuto compensare un compromesso strutturale che né Peugeot né Volvo avevano inizialmente previsto per un sei cilindri. Per scoprire tutto sulla Renault 30 V8, è proprio necessario partire da questa filiazione tecnica tra il V8 abortito e il V6 prodotto in serie.

Interno della Renault 30 V8 con cruscotto analogico, sedili in velluto marrone e volante d'epoca, vista dal sedile posteriore che evoca il comfort delle berline francesi degli anni '70

Scheda tecnica del V6 PRV: confronto tra le versioni della Renault 30

La Renault 30 ha conosciuto diverse evoluzioni meccaniche tra il 1975 e il 1983. La tabella qui sotto sintetizza i dati disponibili sulle principali versioni.

Versione Lancio Motorizzazione Particolarità
R30 TS Marzo 1975 (Salone di Ginevra) V6 PRV Versione di lancio, alimentazione a carburatore
R30 TX – V6 PRV con iniezione Cerchi in alluminio, piede centrale cromato, iniezione Bosch

La versione TS del 1975 soffre di un’alimentazione a carburatore che limita il potenziale del V6. È la TX a segnare il vero cambiamento con l’adozione di iniezione Bosch, più precisa e meglio adattata all’architettura a 90° del PRV.

D’altra parte, la R30 TS iniziale consuma più del previsto per la sua categoria, un difetto direttamente legato al compromesso dell’angolo del V6. La TX corregge parzialmente questo punto, senza eliminarlo completamente.

Innovazioni della Renault 30 di fronte alle concorrenti dell’epoca

La Renault 30 non si riassume al suo motore. La sua carrozzeria bicorpo con portellone posteriore costituisce, nel 1975, una proposta rara nel segmento delle grandi routière. Né Mercedes né BMW offrono all’epoca un modello di alta gamma con questa configurazione.

  • Il portellone posteriore offre un volume di carico modulabile, inusuale per una berlina di prestigio a quell’epoca, e prefigura i formati liftback che si generalizzeranno negli anni ’80.
  • La trazione anteriore, combinata con un motore V6, rappresenta una scelta tecnica audace: la maggior parte delle concorrenti europee (BMW Serie 5, Mercedes W123) rimane fedele alla trazione posteriore.

Queste scelte hanno un rovescio. La trazione anteriore con un V6 in sbalzo genera un comportamento sottosterzante marcato, un punto che la stampa automobilistica dell’epoca sottolinea regolarmente. La Citroën CX, sua diretta rivale sul mercato francese, propone una sospensione idropneumatica che assorbe meglio le imperfezioni della strada, mentre la Renault 30 rimane più convenzionale.

Compartimento motore della Renault 30 V8 con il motore PRV V6 a vista, cofano aperto in un'officina, che mostra i dettagli tecnici e meccanici autentici di questa berlina mitica

La Renault 30 sul mercato delle auto da collezione

Prodotta in 136 403 esemplari tra il 1975 e il 1983, la Renault 30 non ha mai raggiunto i volumi della sua sorella minore, la Renault 20. Questa relativa rarità inizia a interessare gli appassionati di auto da collezione francesi.

Le versioni TX con iniezione, meccanicamente meglio conservate rispetto alle TS a carburatore, concentrano l’attenzione dei collezionisti. La presenza di cerchi in alluminio originali e del piede centrale cromato costituisce un criterio di valore per i modelli in stato originale.

Il V6 PRV pone domande di manutenzione specifiche. L’angolo a 90° complica l’accesso ad alcuni organi nel compartimento motore, e i pezzi di ricambio si stanno progressivamente rarefacendo.

Il valore della Renault 30 evolve lentamente rispetto alle Citroën DS o alle Peugeot 504 Coupé, due modelli francesi della stessa generazione già ben consolidati nel mercato delle collezioni.

Il suo interesse risiede più nella sua singolarità tecnica che nel suo valore speculativo: un V6 derivato da un V8, una carrozzeria bicorpo in un segmento conservatore, e un posto nella storia industriale del consorzio PRV che ha alimentato tre costruttori europei per quasi due decenni.

Renault 30 V8: storia, scheda tecnica e innovazioni di una berlina mitica